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Open Source - Open Business
Martedì 11 ottobre, presso l'hotel Melià di via Masaccio a Milano si è tenuta la conferenza sul tema dell'Open Source dal titolo Open Source - Open Business.
L'Open Source è quel sistema di distribuire il software lasciando libero il codice sorgente. Per i meno esperti in materia: il codice sorgente è il codice di programmazione con cui viene scritto il software di un programma, di un'applicazione; due esempi chiariranno meglio il concetto: prendiamo due sistemi operativi: Windows e Linux, il primo è closed source e vuol dire che, se anche ne avessimo le capacità, non potremmo accedere al codice con cui è scritto (ricordiamoci che i programmi che installiamo legalmente sul nostro computer non sono mai di nostra proprietà ma del produttore e noi ne abbiamo solo la licenza d'uso che è quella che paghiamo) e se lo facessimo commetteremmo un illecito, figuriamoci modificarlo e rivenderne le modifiche! Il secondo (Linux nell'esempio) invece è possibile, sempre avendone le capacità, aprirlo, leggerne il codice e redistribuire le eventuali modifiche. Il tutto gratis naturalmente. Quindi possiamo scaricarci un programma Open Source (come LibreOffice ad esempio) e utilizzarlo, oppure utilizzarlo e modificarlo. Il CMS con cui è realizzato questo sito è appunto un Open Source (Joomla!) lo si scarica, lo si personalizza, lo si configura (se necessario se ne modificano alcune parti di codice) e lo si utilizza, per sé o per i propri clienti (come nel caso del mio lavoro o dei miei colleghi sviluppatori di siti web).
La domanda che sorge spontanea allora è: ma dov'è il business? Chi ci guadagna con l'Open Source? A dispetto di quel che creda chi è poco avvezzo al mondo dell'informatica, rispondo: molte, moltissime persone. Funziona così (un esempio è più efficace di mille descrizioni): un cliente commissiona un sito internet, lo sviluppatore scarica il programma dal sito della fondazione che ne gestisce lo sviluppo, scarica l'impostazione grafica (chiamata template) su indicazione del cliente e configura, personalizza, riprogramma il tutto sulle specifiche esigenze del committente che può anche richiedere componenti (detti estensioni) più sofisticati che vengono aggiunti sempre secondo lo stesso principio del template. Lo sviluppatore del sito non farà pagare il programma (Joomla! nel caso dell'esempio) e le componenti gratuite al cliente, ma si farà pagare solo le ore che ci avrà messo a realizzare il tutto. Quindi il cliente risparmia parecchio e lo sviluppatore ha il suo giusto e onesto guadagno.
Per maggiori informazioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source
Fatta questa doverosa premessa, parliamo dell'incontro dell'11 ottobre a Milano.
I relatori presenti provenivano dal mondo dei servizi alle imprese. Ciascuno ha presentato le piattaforme che tratta la propria azienda e la sorpresa è grande: c'è proprio di tutto, piattaforme ERP, sistemi gestionali articolati, soluzioni in grado di pianificare attività e processi complessi, CRM, Business Intelligence, applicazioni che, messe in relazione fra loro sono in grado di gestire imprese anche di grandi dimensioni.
Quello che è emerso, in sostanza, da questo incontro è:
- l'Open Source è trasparente, il codice è a disposizione di tutti, quindi gli sviluppatori hanno tutto l'interesse a produrre codice di ottima qualità, ben scritto
- l'Open Source consente ampia libertà di scelta
- l'Open Source è conveniente, i costi sono ampiamente competitivi
- l'Open Source è universale, viene sviluppato in tutto il mondo
- l'Open Source riduce i tempi di formazione del personale e ne rende agevole l'intercambiabilità
- l'Open Source è facile da utilizzare
- l'Open Source rende più agevole entrare in nuovi mercati
Alla luce di questi elementi, già di per sé di assoluto interesse, si comprende come un sistema aperto rappresenti un'ottima soluzione per uno sviluppo sostenibile e positivo del software: le comunità mondiali di sviluppatori rappresentano la miglior garanzia di miglioramento che non è legato, come il Closed Source, a stretti interessi aziendali (nel codice chiuso un miglioramento si fa solo se conviene economicamente).
Infine una considerazione emersa nel corso dei lavori: se si fossero brevettati gli accordi oggi la musica sarebbe povera e monotona, lo stesso vale per il codice di programmazione: se si brevetta lo usano in pochi (che possono permetterselo) e quindi il futuro dell'informatica sarebbe minimo e di scarso valore.
Giuseppe Izzinosa

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